Francesco Pecoraro “La vita in tempo di pace”

pecoraroE’ un libro strano, questa opera prima autobiografica  di un architetto romano di 69 anni, scettico, disilluso e cinico rispetto alle cose del mondo in cui  ha vissuto, e soprattutto avvolto da un pessimismo cosmico, assoluto, estremamente  realista e documentato. E’ una lettura che a tratti fa veramente male… “La tensione della politica, dell’arte, della filosofia, perfino della religione, verso la riforma del mondo, è finita…. Il mondo non sarà riformato. Nessuno, anche volendo, ha il potere per farlo.  Il mondo potrà essere solo distrutto dunque oppure, ma non vedo come e da chi, rivoluzionato. Il Capitale deve ancora finire il suo lavoro, non sappiamo quanto tempo gli occorrerà, ma quando avrà finito, del pianeta come lo conosciamo non resterà più niente”. Non c’è una sola parola di speranza, quindi, eppure nei lunghi capitoli di ricordi, appare a tratti la felicità e la gioia di aver vissuto…  sembra implicare che  forse è vero che vivere a lungo sia una condanna?

A parte tutto questo, vi è in Pecoraro una capacità di osservazione, una spasmodica attenzione ai dettagli, a volte perfino ridondante e un po’ irritante, ma che prende il lettore e lo mantiene attento oltre che incuriosito… e così  il libro si fa finire, nonostante le oltre 500 pagine…. E poi c’è un capitolo, “Sofrano”, che racconta una fase  della prima vita  professionale di Ivo Brandani, (il protagonista, alter ego di Pecoraro),  che per me è un piccolo capolavoro, con una tensione continua e un finale fulminante,  che mi ha fatto pensare, mutatis mutandis e un po’ irriverentemente,  al Francis Macomber dei “Quarantanove racconti” del più grande Hemingway… E scusate se è poco…

Silver 3

2 thoughts on “Francesco Pecoraro “La vita in tempo di pace”

  1. Pecoraro non l’avevo mai sentito nominare, e ho un elenco di letture in programma lungo come il numero dei libri della biblioteca di Borges, ma la tua recensione mi ha sicuramente fatto venir voglia di leggere La vita in tempo di pace. Speriamo almeno entro l’estate …

    • Caro Silver 3, non ti nascondo di averti tirato qualche maledizione. Avevo capito che si trattava di un libro di piacevole lettura estiva, invece è un libro dannatamente impegnativo, non solo per la mole ( ma rileggendo adesso la tua recensione, vedo che era il mio ricordo a essere sbagliato ). In più, almeno per me, ci ha messo un po’ a decollare, le prime 30 o 40 pagine mi sembravano confuse, poi invece sono entrato nella narrazione e l’ho trovata profonda e interessante. Ovviamente non è il primo e non sarà l’ultimo a parlare in termini autobiografici del “ tempo di pace “ ( lui è emblematicamente nato proprio nel 1945 ) ma lo fa con una accorta scelta e una dosata miscela degli argomenti, che ovviamente potrebbero essere sterminati. E trovo interessante anche la sua tecnica narrativa a ritroso. Non voglio certo fare profezie, visto anche il numero grandissimo di romanzi simili, e la risposta l’avremo fra 50 o 1100 anni, ma non mi stupirei se uno dei libri importanti per interpretare l’Italia di questi decenni del dopoguerra sarà proprio questo.

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