Alessandro Baricco

baricntitledBaricco, nonostante tutto, a me piace (vedo già molto asinisti storcere il naso).
Indubbiamente è uno che sa scrivere, lo sa, e se ne è pure bassamente approfittato, tanto che dopo “Seta”, per il quale avrebbe meritato di essere lapidato a colpi di lattuga, gli avevo decretato il mio modestissimo bando, per quanto “Oceano mare”, “Novecento” e, meno, “Castelli di rabbia” li avessi letti ben volentieri (ma quanto si fa leggere questo Baricco!)
Eppure in seguito, venendo meno all’impegno assunto, ho letto due suoi libretti e ne sono rimasto veramente sorpreso.
Nel primo, “Emmaus”, B. abbandona ogni autocompiacimento e piacionismo per mettere il suo indubbio talento e la sua notevole tecnica di scrittura al servizio di una storia sghemba e abbastanza paurosa. Un romanzo rischioso, senza nessuna preoccupazione di cassetta, e fondamentalmente riuscito.
Il secondo libro si intitola “Tre volte all’alba”; sono tre racconti secondo me bellissimi, soprattutto il terzo. Ve lo consiglio proprio: soddisfatti o rimborsati.
Poronga

8 thoughts on “Alessandro Baricco

  1. condivido. quasi tutto. amo molto Baricco, e credo di avere letto quasi tutto. so che molti lo detestano, ma sono convinto che sia per invidia: perché (un po’ come Andrea Sperelli, il protagonista del Piacere) è bello, intelligente, colto (vedi L’anima di Hegel e le mucche del Wisconsin) e anche furbo, ed è riuscito a fare i soldi scrivendo. Nella mia personale classifica Castelli di rabbia segue di stretta misura a Oceano mare, ma forse City è meglio di entrambi. Il più inutile è Senza sangue: Seta non è così male, e, comunque, tutti sono scritti straordinariamente bene. Emmaus mi ha lasciato perplesso per un mix un po’ ciellino che probabilmente non ho capito. Tre volte all’alba è geniale (con le tre storie che puoi leggere nell’ordine che ti pare), ma non si può fare a meno di leggere il “prequel”. Infatti “viene fuori” da Mr. Gwyn: probabilmente il romanzo migliore in assoluto di Baricco

  2. ok, apprezzo il coraggio: oggi parlare male di Baricco è quasi un dovere intellettuale. Comunque anche io penso che Castelli di rabbia, Oceano mare e Novecento siano buoni libri. Anche io ho trovato brutto Seta e inqualificabile Senza sangue, e lì mi sono fermato. Ma seguirò l’autorevole consiglio di Poronga.
    Il fatto è che Baricco è vanesio, narciso e tutto sommato superficiale e quindi spreca il talento che ha e che non è poco. Però in fondo gli perdono questi difetti perché mi sembra che il suo amore per la letteratura sia sincero. E questo amore l’ho visto in un libro poco citato, ma che con tutti i limiti ho trovato un esperimento interessante, cioè la sua riscrittura o studio o come vogliamo chiamarla della madre di tutti i libri, l’Iliade. Esperimento criticabile ma coraggioso ( quasi quanto il coraggio di Poronga ).

  3. …be’, anch’io amo baricco, o meglio un tempo era così, visto che dopo Seta, non ho più letto nulla.
    ma allora a chi, davvero, non piace?
    comunque, per non saper né leggere né scrivere, ho appena ordinato Tre volte all’alba, vedremo se poronga ha proprio ragione…

    • detto fatto: ho letto Tre volte all’alba e l’ho trovato molto brillante nella costruzione, le tre storie indipendenti e intersecantisi, tre racconti brevi ma anche un piccolo romanzo compiuto.
      detto questo, ho trovato baricco sempre molto bravo a scrivere (mi piace come dice le cose), ma forse un troppo furbetto per i miei gusti di oggi (come se dicesse le cose così soprattutto per piacere e non perché è convinto che sia lì la loro verità).
      comunque mi ha fatto trascorrere qualche ora piacevole, e non è poco, in fondo.

  4. Beh, caro Traddles, su Baricco come critico per me non si discute.
    Al di là di “Circolo Pickwick” e “L’amore è un dardo” (due notevoli trasmissioni televisive dedicate alla letteratura e alla musica lirica), alcuni anni fa aveva portato in giro insieme a Gabriele Vacis uno spettacolo teatrale che si chiamava “Totem”, nel quale venivano letti o raccontati alcuni brani di gente come Carver, Calvino, Gadda, Joyce, Celine ecc., tutti bellissimi.
    A un certo punto Baricco si mette a raccontare un pezzo della “Trilogia della Frontiera” di Cormac McCarthy (del quale prima o poi bisognerà parlare).
    Vi metto i link; giudicate voi.

    Poronga

    • Bene, ho letto anche io Tre volte all’alba, e non chiederò il rimborso a Poronga. Mi sono piaciuti – a me di più il secondo -, e consiglio di leggerli. Forse leverò il bando e leggerò anche Emmaus e Mr. Gwyn. Però concordo con Lucia sul ” furbetto ” nel senso che, anche se l’idea è molto bella, il risultato sembra un po’ costruito a tavolino. Comunque li ho letti con piacere e anzi devo dire che andando avanti nella lettura consideravo che qui ” se la tira ” meno che nelle ultime cose che avevo letto. Poi arrivo proprio all’ultimissima riga dell’ultimo racconto: ” Stava pensando alla misteriosa permanenza dell’amore, nella corrente mai ferma della vita “. Non venite a dirmi che non è un furbetto !

      Chiudo con una considerazione seria: come può uno che sa scrivere bene e che sa distinguere la buona dalla cattiva letteratura – su questo siamo tutti d’accordo – non tanto scrivere, capita a tutti, ma decidere di pubblicare robaccia come Seta e Senza sangue ?

  5. Come si può? Dinero.
    Mi dicono che Susanna Tamaro, che è una che sa scrivere (“Per voce sola” l’ho trovato un libro di tutto rispetto), a un certo punto, visto che non batteva chiodo, decise quasi per sommessa di scrivere un libro da un milione di copie; e scrisse “Va dove ti porta il cuore”…
    Comunque, secondo me, puoi essere furbo quanto vuoi, ma infilare tre racconti così, con tre atmosfere così (l’alba non riuscirei a immaginarla meglio) se non hai talento, e molto, te lo scordi.
    E poi a me l’ultima frase piace.
    Poronga

    • mah, non sono convinto, poronga.
      temo che il peccato più diffuso tra gli scrittori non sia una venale avidità, quanto piuttosto quello di nutrire un ego tanto enfiato da diventare arroganti e di conseguenza finire per perdere di vista l’intelligenza dei propri lettori. non posso dire se sia il caso della tamaro, ma per baricco credo che sia più plausibile questo, come motivo di certi scivoloni.

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