Arto Paasilinna “La fattoria dei malfattori”

pasilinnaLa traduzione di un nuovo romanzo di Paasilinna  appena uscito da noi, anche se l’originale è del 1998, mi dà l’occasione di parlare di questo pazzo scrittore che è autore di culto in Finlandia ma ha ormai i suoi affezionati lettori anche in Italia, se siamo al tredicesimo libro tradotto da Iperborea, e il più famoso, L’anno della lepre, ha venduto 120.000 copie.

Paasilinna non può essere valutato secondo i normali canoni: è – letteralmente – un pazzo visionario, le sue storie sono assurde, i suoi personaggi irreali, il suo mondo sospeso in un universo diverso dal nostro. Ma allo stesso tempo ci parla della nostra follia, stimola il nostro senso critico nei confronti delle convenzioni sociali che diamo per scontate semplicemente perché ci sono, e ci invita a dare ascolto, almeno ogni tanto, allo spirito goliardico e dissacrante che c’è o dovrebbe esserci in ciascuno di noi.

Le trame dei suoi romanzi sono solo dei pretesti per mettere in scena la follia dei comportamenti umani. Non cercherò quindi nemmeno di raccontare la storia di ” La fattoria dei malfattori ” limitandomi a dirvi per sommi capi  che vengono messi alla berlina i servizi segreti, la Chiesa, la Confindustria finlandese, le aziende agricole biologiche, le bande di teppisti in motocicletta. Si esportano in tutta Europa funghi coltivati a mille metri sottoterra in una miniera dismessa da forzati che lavorano, senza neppure lamentarsi troppo, diciotto ore al giorno, un aviatore improvvisato riesce a far decollare e riportare a terra un aereo dopo una sola ora di corso accelerato, e decine di altre situazioni assurde.

Paasilinna ha i suoi fedelissimi; ma se non vi piace, non preoccupatevi, anzi forse è meglio, può voler dire che avete un ottimo equilibrio mentale. Ma se in letteratura apprezzate quella vena di follia che parte da Plauto e arriva a Ionesco, passando per Ariosto e Gogol’, Paasilinna vi farà ridere fino alle lacrime.

Traddles

 

3 thoughts on “Arto Paasilinna “La fattoria dei malfattori”

  1. mi hai convinto: sono entrata in libreria, ho letto le prime due pagine (che mi hanno ricordato lo sguardo perfettamente impassibile con cui vengono presentate le scene più assurde, buffe, drammatiche, ridicole, tristi di “Leningrad Cowboys go America”) e mi sono comperata “L’anno della lepre”. credo che non mi deluderà.

    • Cara Lucia, scusa il ritardo. Spero che L’anno della lepre ti piacerà, e in effetti è il suo libro più famoso. A me però sono piaciuti di più, nell’ordine, Il bosco delle volpi, Il mugnaio urlante e Le dieci donne del cavaliere. Buona lettura !

      • Eccomi. Ho letto L’ANNO DELLA LEPRE.
        E mi è parso un piccolo capolavoro.
        Bellissimo seguire il protagonista in giro per i boschi con una lepre che gli trotterella accanto, oppure che gli si riposa in spalla, nello zaino, tra avventure di ogni sorta: mogli e amici da seminare, mucche da salvare da stagni melmosi, orsi da inseguire per chilometri e chilometri di taiga gelata.
        Sono avventure di volta in volta divertenti, strampalate, tragicomiche, malinconiche. Paasilinna se la ride di tutto e di tutti. Un vero spasso.
        Ma ancor più mi ha conquistato la grazia delicata e surreale che attraversa ogni pagina, così sapientemente rappresentata dall’imprevedibile amicizia tra il leprotto e Vatanen.
        Grazie Traddles.

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