Jean Michel Guenassia “La vita sognata di Ernesto G.”

guenassiaDopo il grande successo del romanzo di esordio “il club degli incorreggibili ottimisti”, con il quale ha vinto il premio Goncourt, il sessantacinquenne Guenassia ci regala un secondo romanzo, se possibile ancora più divertente e avvincente del primo. Il protagonista è Joseph Kaplan,  ebreo di Praga, nato nel 1910, che, dopo la laurea in medicina, intraprende una carriera di ricercatore scientifico in Algeria, soffre le persecuzioni razziali, passa in Francia e finalmente ritorna a Praga dove compirà cent’anni avendo attraversato tutto il secolo. Joseph si costruisce una famiglia, delle grandi amicizie, incontra personaggi di ogni genere, mentre sullo sfondo si svolgono e si intrecciano  le grande vicende storiche del Novecento, la Cecoslovacchia, l’Ungheria, il muro di Berlino, il regime sovietico e poi il suo crollo: particolarmente efficaci sono il racconto della onnipotenza e della crudeltà della polizia politica ceca, e la descrizione minuziosa e terrificante dei metodi usati per accusare, interrogare, far confessare, gli oppositori del regime o presunti tali. Mi stupisce sempre come il racconto di queste nefandezze, che pur abbiamo già letto e visto in innumerevoli libri e film riesca sempre ad apparire nuovo e orribilmente stupefacente.  Il clou del romanzo è rappresentato dall’incontro di Joseph con Ernesto G. , l’amicizia che ne nasce, le peripezie che ne derivano e che coinvolgono tutta la famiglia di Joseph e i suoi vecchi amici. Questa  parte finale è certamente  la più affascinante del libro, da cui non si riesce a staccarsi, e sempre più attanaglia il lettore man mano che viene svelata l’identità del misterioso Ernesto. Guenassia si conferma scrittore di grande talento, con una prosa precisa e nello stesso tempo  piena di slanci coinvolgenti e trascinanti. Per me una delle migliori letture degli ultimi anni.

Silver 3

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One thought on “Jean Michel Guenassia “La vita sognata di Ernesto G.”

  1. Mi sono letto questo libro (qui non è che si consiglia a vuoto…) e mi è piaciuto.
    Il romanzo attraversa un secolo di storia, giusto l’età del suo protagonista, e le vicende dei suoi personaggi sono strettamente intrecciate ad avvenimenti epocali quali la guerra, la persecuzione degli ebrei, le speranze del dopoguerra brutalmente soffocate dallo stalinismo, la caduta del muro.
    C’è anche un bel tocco esotico, perché per alcuni anni il romanzo si sposta nella Algeria coloniale; ma c’è anche Parigi, e parecchia Praga.
    Joseph Kaplan, il protagonista (le cui iniziali coincidono con quelle del protagonista del processo kafkiano) è un bel personaggio, che le vicende storiche trasformano da ammaliante ballerino di tango, rivoluzionario e bohèmien, a figura ben più complessa e sofferta. Ma di bei personaggi altri ve ne sono, quali la combattiva e integerrima Christine.
    E a un certo punto arriva la chicca, perché irrompe nel romanzo un certo Ernesto G., misterioso personaggio che a poco a poco si disvela al piacevolmente sorpreso lettore.
    Trovo che Guenassia sia soprattutto un ottimo costruttore di storie, e un buon narratore.
    Quindi ci troviamo alle prese con un libro che è soprattutto trama, storie. Ma è un libro polposo, succoso, per quanto in fondo tutt’altro che allegro (però uno dei messaggi che comunica è che vale senz’altro la pena di vivere, nonostante tutto). Uno di quei libri da ombrellone, che contribuiscono in modo non banale a una bella vacanza.
    Quindi grazie Silver 3
    Poronga

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