Truman Capote “A sangue freddo”

capote“A sangue freddo” è un libro che non si dimentica.
Secco e profondo al tempo stesso.
Non una parola di troppo, ma veramente tutte quelle che occorrono per inchiodarci.
E’ forse il primo romanzo mai scritto, realmente e totalmente giornalistico. Capote è terribilmente
colpito dalla strage di una famiglia, realmente avvenuta per mano di due giovani.
Decide di interessarsi al caso, di capirne i meccanismi, di conoscere gli assassini e di intervistarli.
Creerà un profondo, complesso legame soprattutto con uno dei due.
E’ un romanzo estremamente violento e forte,terribilmente ambiguo, per il rapporto che lo scrittore
costruisce con il suo interlocutore.
Una lunga indagine psicologica ed esistenziale, una meticolosa intervista dietro le sbarre di un
carcere che scava nel profondo, non solo dell’intervistato.
Una storia terribilmente umana, un rapporto di amore e comprensione, ma anche di spietato
opportunismo. Un romanzo che talvolta ci commuove, talaltra ci scatena odio e disprezzo.
Una storia terribilmente moderna.
In seguito alle critiche ed alle polemiche sorte dopo la pubblicazione del libro, pur ritenuto un
capolavoro indiscusso, Capote rimarrà così colpito da non riuscire più a portare a termine nessun
altro lavoro letterario.Da leggere assolutamente

Mr. Maturin

One thought on “Truman Capote “A sangue freddo”

  1. Grazie Maurizio per il consiglio che ho seguito.
    Devo dire che il libro mi ha impressionato non tanto per il modo con il quale è stato scritto (non ho notato particolari pregi) quanto per il risultato che riesce a conseguire.
    Due ragazzi trucidano ferocemente una famiglia modello della ricca, ridente, educata provincia del sud degli Stati Uniti, per ricavarne un pugno di dollari.
    Il crimine e dei più efferati, eppure Capote raccontando la storia di Perry, vero eroe negativo del libro, riesce alla fine a suscitare -almeno così a me è successo- un sentimento di pietà per tutti, vittime -e questo è ovvio- e carnefici -e questo lo è molto meno-.
    Perry dei due è quello che materialmente esegue tutti e quattro gli omicidi; è un ragazzo piccolo, cupo, fisicamente menomato, solo e sofferente nel corpo e nell’anima, capace di cose gentili e delicate, ma soggetto a improvvisi scoppi di ira e violenza.
    Capote non giudica nè tantomeno giustifica nulla; si limita a fare la cronaca, che si conclude con l’incontro fra il detective che ha ossessivamente indagato sul caso e quella che fu la migliore amica di Nancy, una delle quattro vittime; la ragazza è diventata una splendida donna, esattamente come sarebbe successo alla già allora bella e gentile Nancy, da tutti amata.
    Poronga

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...